
No comment.
All’ora di pranzo, nella cassetta delle lettere c’erano due plichi, uno indirizzato a mia madre ed uno a mio fratello. Mittente: Silvio Berlusconi, il Popolo della Libertà.
Oh me tapino! Completamente ignorato dal nano di Arcore.

Il PD è un partito colmo di contraddizioni e di correnti opposte al proprio interno, questo è fin troppo evidente.
Una di queste contraddizioni è senza dubbio la deputata Paola Binetti, numeraria dell’Opus Dei, che più volte ha dichiarato di considerare l’omosessualità un «disturbo del comportamento sessuale, un comportamento deviante e da curare», accomunandolo – di fatto – alla pedofilia. Non curante – inoltre – dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale ha stabilito già da decenni che l’omosessualità non è una malattia.
Ieri, alla Camera, durante l’esame della proposta di legge sull’omofobia, Paola Binetti ha espresso voto contrario, schierandosi con la maggioranza di destra.
Nel testo della proposta di legge, presentata da Paola Concia – deputata lesbica del PD – erano stati inseriti tra le aggravanti dei reati i fatti commessi «per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato».
E’ doveroso aggiungere – inoltre – che la deputata Binetti era invece assente alla Camera il 2 ottobre scorso durante l’importante votazione del decreto legge n. 78/2009, il cosiddetto scudo fiscale, perché impegnata in una conferenza a Castiglione delle Stiviere.
Oggi sono esattamente due anni dalla fondazione del Partito Democratico. Quanto tempo sarà ancora necessario perché un elemento come la Binetti venga espulso dal PD? La teodem, per propria scelta, pratica la mortificazione corporale, dormendo su una dura tavola di legno e indossando il cilicio sulla coscia, paragonando l’uso di quest’ultimo al «sacrificio della mamma che si sveglia di notte perché il bimbo piange».
Il Partito Democratico invece quando porrà fine al masochismo e all’autoflagellazione?
«Tutti possono stare in TV finché vogliono e fin quando non si fa un uso criminoso della TV…».
(Silvio Berlusconi, 30/09/2009)
Ho un déjà vu.
«Un grazie alto, forte e sentito a quel Dio che ci ha dato la fortuna di nascere, vivere e lavorare in un Paese così straordinario come l’Italia».
(Silvio Berlusconi, 29/09/2009)
Ne ha ben donde di ringraziarlo, visto che se fosse nato ed avesse vissuto e lavorato in qualsiasi altro Paese democratico sarebbe recluso in carcere da diverso tempo.
Inoltre, è bene conoscere – come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 225 del 28/09/2009 – che «in deroga alle vigenti disposizioni di legge, i moduli abitativi provvisori, i moduli ad uso scolastico provvisori nonché i moduli abitativi destinati ad una durevole utilizzazione realizzati ai sensi dell’art. 2, della legge 24 giugno 2009, n. 77, ed ai sensi delle ordinanze citate in premessa e le relative aree oggetto di occupazione o esproprio sono assegnati in proprietà a titolo gratuito ai comuni nei cui territori gli stessi moduli sono stati realizzati ovvero sono in corso di realizzazione».

Onore ai sei caduti della “Folgore”, portatori di pace in Afghanistan armi in pugno.
Onore ai nove ultras romanisti, arrestati a Basilea in seguito agli scontri violenti tra opposte tifoserie.
Onore ai camerati di Salò, nell’anniversario – ieri – della fondazione della Repubblica Sociale Italiana.
Ma allora onore anche a mio cugggino, per Dio.
Mentre in Italia avviene tutto questo delirio, Alberto Simoncelli, 43 anni, operaio, muore a Brescia dopo un volo di quindici piani. Il lancio lo ha effettuato senza paracadute, non era un militare della “Folgore”, per lui nessun onore.
Said Karroui, 37 anni, operaio, muore in Trentino decapitato dalle lame del suo escavatore.
Il mio sincero cordoglio va alle famiglie di questi due eroi. Due dei tanti – troppi – morti sul lavoro.