Mi ritorni in mente
«Tutti possono stare in TV finché vogliono e fin quando non si fa un uso criminoso della TV…».
(Silvio Berlusconi, 30/09/2009)
Ho un déjà vu.
«Tutti possono stare in TV finché vogliono e fin quando non si fa un uso criminoso della TV…».
(Silvio Berlusconi, 30/09/2009)
Ho un déjà vu.
«Un grazie alto, forte e sentito a quel Dio che ci ha dato la fortuna di nascere, vivere e lavorare in un Paese così straordinario come l’Italia».
(Silvio Berlusconi, 29/09/2009)
Ne ha ben donde di ringraziarlo, visto che se fosse nato ed avesse vissuto e lavorato in qualsiasi altro Paese democratico sarebbe recluso in carcere da diverso tempo.
Inoltre, è bene conoscere – come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 225 del 28/09/2009 – che «in deroga alle vigenti disposizioni di legge, i moduli abitativi provvisori, i moduli ad uso scolastico provvisori nonché i moduli abitativi destinati ad una durevole utilizzazione realizzati ai sensi dell’art. 2, della legge 24 giugno 2009, n. 77, ed ai sensi delle ordinanze citate in premessa e le relative aree oggetto di occupazione o esproprio sono assegnati in proprietà a titolo gratuito ai comuni nei cui territori gli stessi moduli sono stati realizzati ovvero sono in corso di realizzazione».

Onore ai sei caduti della “Folgore”, portatori di pace in Afghanistan armi in pugno.
Onore ai nove ultras romanisti, arrestati a Basilea in seguito agli scontri violenti tra opposte tifoserie.
Onore ai camerati di Salò, nell’anniversario – ieri – della fondazione della Repubblica Sociale Italiana.
Ma allora onore anche a mio cugggino, per Dio.
Mentre in Italia avviene tutto questo delirio, Alberto Simoncelli, 43 anni, operaio, muore a Brescia dopo un volo di quindici piani. Il lancio lo ha effettuato senza paracadute, non era un militare della “Folgore”, per lui nessun onore.
Said Karroui, 37 anni, operaio, muore in Trentino decapitato dalle lame del suo escavatore.
Il mio sincero cordoglio va alle famiglie di questi due eroi. Due dei tanti – troppi – morti sul lavoro.
Anna Finocchiaro ha l’identico timbro vocale di Andrea Camilleri.
Ascolta questo silenzio
di fango e di canne sottili
di acque che battono le grondaie
ma che cosa sarà delle acque
cosa sarà di noi.
Ascolta questo silenzio
di neve che cade dagli occhi
lo so che hai pensato anche al pianto
ma che cosa sarà della neve
cosa sarà di noi.
E adesso sogna, sogna ancora
che chi sogna non dorme quasi mai
e adesso sogna, sogna amore
che chi sogna non muore quasi mai
perché la morte esiste
ma è solo un piccolo destino
perché poi c’è l’amore, l’amore
a volte lontano
a volte troppo vicino.
Ci sono più fuochi che stelle
in questa notte di spire di fumo
lo sai ti ho creduta nel fuoco
ma che cosa sarà della notte
cosa sarà di noi.
E’ una luce benigna di grano
luce d’immensa povertà
polvere di chi la sa sopportare
ma che cosa sarà della luce
cosa sarà di noi.
E adesso sogna, sogna ancora
che chi sogna non dorme quasi mai
e adesso sogna, sogna amore
che chi sogna non muore quasi mai
perché la morte esiste
ma è solo un piccolo destino
perché poi c’è l’amore, l’amore
a volte lontano
a volte troppo vicino.
(Il silenzio e la luce – Cristiano De André)
Durante l’odierna conferenza stampa insieme al premier spagnolo José Luis Zapatero, Silvio Berlusconi rispondendo alle domande di un giornalista del quotidiano El País ha dichiarato che le candidate nelle fila del PDL «hanno dato dimostrazione di responsabilità, di concretezza, di capacità di preparazione, di capacità di intervento a braccio nello stesso Parlamento Europeo».
In casa di Al Pappone invece hanno dato dimostrazione di capacità di intervento a mano e a bocca.
Ho nostalgia della cenere della tua sigaretta nel bidet.
L’esistenza delle zanzare mi convince, ogni giorno di più, della inesistenza di Dio.
Non può aver creato degli esseri così inutili, nocivi e al contempo stracciamaroni.
Non che Maurizio Gasparri abbia caratteristiche diverse dalle zanzare.
«Mr. Chinaski, come mai ha lasciato le ferrovie?»
«Be’, non c’era un futuro nelle ferrovie».
«Ma hanno dei buoni sindacati, mutua, pensione».
«Alla mia età la pensione si può quasi considerare superflua».
«Perché è venuto a New Orleans?».
«Avevo troppi amici a Los Angeles, amici che mi impedivano di dedicarmi alla carriera, mi sembrava. Volevo andare dove mi fosse possibile concentrarmi senza che nessuno mi disturbasse».
«Come facciamo a sapere che resterà con noi per un certo periodo di tempo?».
«Non so se ci resterò».
«Perché?».
«Il vostro annuncio promette possibilità di miglioramento per un uomo ambizioso. Se non vedrò queste possibilità sarò costretto ad andarmene».
«Perché non si è fatto la barba? Ha perso una scommessa?».
«Non ancora».
«Non ancora?».
«No. Ho scommesso con il mio padrone di casa che sarei riuscito a trovare lavoro in un giorno solo anche con questa barba».
«Va bene. Le faremo sapere qualcosa».
«Non ho telefono».
«Non importa, Mr. Chinaski».
(Charles Bukowski, Factotum)